Oscar Mondadori,  Recensioni

L’ultima avventura della regina pirata

Recensione del libro di Shannon Chakraborty, pubblicato da Oscar Mondadori. Alla fine trovate anche dei consigli di lettura!

Perché il più grande crimine dei poveri, agli occhi dei ricchi, è sempre stato contrattaccare. Non riuscire a soffrire in silenzio e invece sconvolgere le loro vite e le loro fantasie di una società compassionevole che per caso li ha messi al vertice. Dire no.

Attendevo quest’uscita con trepidazione e un po’ di paura. Ho letto e amato la trilogia di Daevabad della stessa autrice, quindi aspettavo con ansia la traduzione della nuova serie. Ma è anche vero che L’ultima avventura della regina pirata (poi ritaglio uno spazio nella recensione per parlarvi della scelta discutibile del titolo italiano) era il primo romanzo non di Daevabad della Chakraborty e il terrore che non fosse all’altezza c’era. Fortunatamente, così non è stato.

Questo libro fin da subito si differenzia da altri libri del genere per una cosa fondamentale: la protagonista è una donna di 40 e passa anni, per la precisione una contrabbandiera in pensione. Finalmente, niente paturnie adolescenziali, comportamenti immaturi e quant’altro. Amina al-Sirafi è una donna adulta, che ha scelto di ritirarsi dalla sua professione e crescere in ‘isolamento’ la figlia. Si evince fin da subito che la nostra protagonista si sta nascondendo da qualcosa, o qualcuno, e che la sua scelta sia dettata dalla paura e dall’istinto di sopravvivenza.

La caratterizzazione di Amina è praticamente perfetta. Oltre alla ventata di aria fresca per la sua età e maturità, è descritta in maniera molto realistica. Non è la classica piratessa, o meglio non solo, come qualunque essere umano ha luce e ombra dentro di sé. L’autrice ce la mostra nella sua interezza, con tutte le contraddizioni e virtù che la caratterizzano. Parlo di contraddizioni perché Amina è musulmana, praticante quando le capita o fa comodo.

Non viene nascosto al lettore il passato anche violento della protagonista. Allo stesso tempo, però, sappiamo che è molto ligia alla regola “non fare sesso prima del matrimonio”, che poi si sposi con sorprendente facilità e alla stessa maniera divorzi è un altro discorso. Insomma, Amina è credente come lo sono i marinai, più per superstizione che altro. Con questo non voglio dire che non abbia i suoi principi, solo che adatta la morale religiosa come più le fa comodo.

La religione è un aspetto molto importante in questo libro, per altri vari motivi. Prima di tutto, l’ambientazione storica e reale richiede necessariamente che ci sia una forte attenzione al tema. Siamo nell’Oceano Indiano nel XII° secolo, la religione musulmana è ampiamente diffusa e influenza profondamente la società in cui vive Amina. Per non parlare dell’impatto che hanno le crociate cristiane, della diffidenza verso i cristiani stessi proprio a causa dalla violenza che hanno portato in oriente.

Rispetto ad altri fantasy in cui la religione è un tema centrale (penso a Un giorno di notte cadente di Samantha Shannon, ma anche alla trilogia di Daevabad della Chakraborty), in questo l’attenzione è maggiormente sulle influenze che ha sulla società, piuttosto che sul concetto di fede. Anche se, come accennato prima, non mancano del tutto passaggi riferiti anche a quello. Non solo tramite il personaggio di Amina, ma anche con altri membri del suo equipaggio.

In generale, come anche negli altri suoi libri, l’autrice pone molta importanza sulle questioni sociali da diverse prospettive. Se in Daevabad si concentrava più sull’aspetto religioso e sul concetto di tolleranza, in L’ultima avventura della regina pirata l’attenzione è più sul classismo. Fin da subito, è evidente il disprezzo della Chakraborty per la disuguale divisione della ricchezza e per l’atteggiamento di superiorità di nobili e compagnia.

Come anticipato, in piccola parte anche se molto influente, c’è anche attenzione sul tema delle crociate e della violenza dei cristiani, con tutto ciò che comportano. Come per la tematica della fede, anche quest’ultimo aspetto viene trattato soprattutto attraverso i personaggi secondari, a tratti collegando direttamente i due temi.

L’autrice, seppur differenziadole come importanza, approfondisce tutte queste tematiche, mantenedo la fedeltà storica e riuscendo al tempo stesso ad attualizzarle senza stravolgere la storia. Questo perché, anche senza la sua spiegazione a fine libro, è evidente il gigantesco lavoro di ricerca svolto per questo libro, sapientemente applicato senza farlo diventare un saggio storico.

Anche la scelta del titolo non è casuale, The Adventures of Amina Al-Sirafi, ricalca i titoli dati ai libri che raccontavano le avventure di marinai di quell’epoca, oltre a essere perfettamente calzante con la storia. E quindi mi dovranno spiegare perché la traduzione in italiano non c’entra assolutamente nulla. Non è una questione di impossibilità di tradurre, Le avventure di Amina Al-Sirafi è perfettamente comprensibile e sensato in italiano.

Ma torniamo a noi, che è meglio. La storia è strutturata al meglio, parte piuttosto lineare per complicarsi poi gradualmente, dando il tempo di addentrarsi nel mondo e conoscere al meglio i personaggi. L’ambientazione, oltre a essere molto curata, forse proprio per questo, risulta immersiva e vivida.

L’autrice bilancia al meglio il ritmo della narrazione, alternando momenti drammatici ad altri più leggeri e spensierati, come anche momenti di riflessione a scene di azione frenetiche e incalzanti. Inoltre, la scelta di far scrivere la storia ad un personaggio su dettato diretto di Amina aggiunge quel tocco di mistero e fascino che rende la lettura ancora più coinvolgente.

I personaggi secondari sono forse l’unica pecca del romanzo. Non sono caratterizzati male di per sé, sono anche ben integrati nella storia, con un ruolo preciso e influente. Avrei preferito, però, che fossero un pochino più approfonditi. Per come sono presentati sono tutti ben distinguibili e definiti, ma mancavano delle stesse sfaccettature del personaggio di Amina. Di qualcuno si intravede qualcosa, mi aspetto quindi che la situazione cambi nei prossimi libri.

Che dire? Shannon Chakraborty non delude neanche stavolta! L’ultima avventura della regina pirata è un fantasy storico avvincente, con un’ambientazione curata e immersiva, e una protagonista particolare, ottimamente caratterizzata. Non mancano le tematiche sociali, come per Daevabad, affrontate in maniera più o meno approfondita, ma sempre con accuratezza e competenza. La storia è ben strutturata e intrigante, promette bene per i prossimi libri.

Voto: 9.5/10

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L’ultima avventura della regina pirata

di Shannon Chakraborty

Editore: Oscar Mondadori – Collana: Fantastica

Pagine: 528

Amina al-Sirafi potrebbe considerarsi una donna soddisfatta: ha alle spalle una carriera come una delle più famigerate e scandalose piratesse che abbiano mai solcato l’Oceano Indiano, ed è riuscita a sopravvivere a tradimenti, vendette di principi mercanti, diversi mariti e persino a un demone. Ora si è ritirata e conduce un’esistenza tranquilla, dedicata alla figlia, ben lontana da qualsiasi elemento soprannaturale. Però, quando la ricca madre di un membro del suo equipaggio le offre una cifra principesca per ritrovare la nipote rapita, Amina non sa rifiutare: è l’occasione per vivere un’ultima avventura con la sua ciurma, compiere una buona azione e assicurare per sempre il futuro dei suoi cari. Sembra proprio la volontà di Dio. Ma ben presto Amina capisce che dietro la sparizione della ragazza si cela qualcosa di molto più oscuro. È sempre rischioso cercare di entrare nella leggenda, e qui la posta in gioco potrebbe essere la sua stessa anima.

Della stessa autrice

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La trilogia di Daevabad

Editore: Oscar Mondadori – Collana: Fantastica

Pagine: 576

Egitto, XVIII secolo. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.
Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

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I mercanti di Borgomago

Editore: Fanucci – Collana:

Pagine: 576

Non lontano dai Sei Ducati sorge la città di Borgomago, grande centro di scambi commerciali e patria di una nobiltà mercantile famosa per le navi viventi, rari vascelli ricavati da un legno magico, in grado di sviluppare una forma di autoconsapevolezza. Un sanguinoso conflitto si acuisce con l’avvento del capitano Kennit che si proclama re dei pirati: la Satrapia di Jamaillia sostenuta dagli spietati guerrieri di Chalced vuole porre fine a questo affronto e annichilire ogni forma di libertà a Borgomago. Ma la sorte della città e dei suoi velieri viventi rimane incerta, così come quella delle rispettive famiglie, tra cui i Vestrit e la loro Vivacia che si è appena risvegliata. Le loro strade, infatti, si separano: Althea, la giovane Vestrit si imbarcherà sulla Ophelia, ma non smetterà di inseguire il suo sogno di riprendere il controllo della nave cui è legata da un vincolo di successione e sincero affetto; Wintrow finirà per accettare la propria eredità, mettendo in dubbio perfino la vocazione religiosa cui era stato strappato con la forza e finendo per dover affrontare una terribile rottura con suo padre, Kyle Haven.

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